Festival Rocky Marciano
Diario dal Festival Rocky Marciano 2026: quando lo sport si fa accoglienza, storia e futuro
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Ci sono manifestazioni in cui lo sport smette di essere semplicemente una sequenza di risultati, cronometri o tabelloni segnati dai punti per diventare specchio della vita. Durante la XXII Edizione del Festival Rocky Marciano a Ripa Teatina (22-25 luglio 2026), ho avuto il privilegio di immergermi in un percorso che ha unito la solidarietà concreta, il racconto della storia e la celebrazione dell’umano.
Dietro la macchina di un evento così imponente c’è un lavoro invisibile e titanico: un numero enorme di volontari che dona tempo, cuore ed energie per rendere tutto questo possibile. Far parte del direttivo di questa macchina organizzativa è al contempo un onore immenso e una profonda responsabilità. Significa guidare un flusso umano e valoriale che tocca un’intera comunità.
A rendere l’atmosfera ancora più vibrante è stata la partecipazione attiva delle associazioni sportive del nostro territorio. Le serate sono state animate dalle esibizioni travolgenti delle scuole di danza, dai giovani pugili, dai fighters e dai ragazzi della scuola calcio, che hanno trasformato il festival in una festa di popolo e di sport vissuto sul campo.
Da questa quattro giorni porto nel mio bagaglio una profonda riflessione sulla postura che decidiamo di assumere di fronte alle fatiche e ai talenti degli altri.
Ecco le tappe di questo viaggio straordinario.
22 Luglio: L’Anteprima e la forza dell’inclusione territoriale
Il festival è iniziato nel modo migliore presso il B&B RipaMe’ con l’evento “JukeBox – Le Storie Olimpiche”. Il direttore artistico Dario Ricci e i suoi ospiti, Gerardo De Vivo, Fabio Tavelli, Massimo Discenza, ci hanno regalato narrazioni uniche.
Ma il vero cuore della serata è stato l’aperitivo di beneficenza a sostegno delle attività inclusive e sociali promosse da ben due realtà eccezionali del nostro territorio: “Uguali nello Sport G. Visini” e “Sport21Abruzzo”.
Sostenere attivamente questi progetti — che portano avanti ogni giorno lo sport come strumento di benessere e crescita per atleti con disabilità — ha ridefinito il perimetro del festival. Celebrare l’inclusione significa riconoscere che lo sport è prima di tutto un linguaggio universale che abbatte le barriere e restituisce ruoli e validazioni.
23 Luglio: Tavelli e Turrini e l’epopea del Ciclismo con Bugno e Chiappucci
La seconda serata ha visto Piazza Antico Convento Francescano trasformarsi nel tempio della grande narrazione sportiva, guidata dalla conduzione magistrale di Fabio Tavelli (Sky Sport) e dal carisma di Leo Turrini (Sky Sport) che hanno racontato in modo vivo e generoso l’universo dei motori.
Quindi abbiamo fatto un tuffo nell’età dell’oro del ciclismo italiano grazie alla presenza di due leggende assolute: Gianni Bugno e Claudio Chiappucci. Il loro racconto ha fatto rivivere le storiche rivalità e le imprese sui pedali che hanno unito l’Italia e tenuto ancora il numeroso pubblico col fiato sospeso.l’affetto immutato nei loro riguardi mi ha sorpresa e arricchita.
Il 24 luglio la scena è rimasta in Piazza Antico Convento Francescano per una serata ad altissimo tasso culturale, orchestrata ancora da Dario Ricci. La prima parte è stata dedicata alla cultura con la cerimonia dei Premio Letterario “Storie di Sport”, realizzata in collaborazione con Scuola Macondo. È stato emozionante vedere sfilare e premiare le opere sia della Sezione Ragazzi sia della Sezione Senior, a testimonianza di come la scrittura sappia farsi custode dei valori atletici e umani a tutte le età.
Il fulcro centrale ha poi visto il dialogo intimo e potente con la straordinaria campionessa paralimpica Assunta Legnante per l’evento “Il Buio e l’Oro”, a partire dalle pagine del libro “Vittorie Imperfette” di Federico Vergari, premio Bancarella 2026, con il mio supporto sono emerse narrazioni sul valore dell’imperfezione e sulla coinvolgente storia di Assunta, un vero monumento di atletismo e agonismo che ha saputo re-inventarsi e dar vita a una seconda carriera, in cui nel mondo paralimpico, ha vinto tutto. Il buio della cecità non è stato un limite per Assunta, ma il terreno fertile in cui scoprire un potenziale nuovo: una lezione che ci ricorda che le vittorie più grandi sono sempre imperfette, perché nascono dalla capacità di abitare la fatica e il limite.
Poi il testimone è tornato al direttore Dario Ricci con Daniel Martínez per la presentazione del libro scritto con Niccolò Mello, “Sull’Argentina non tramonta mai il sole”, calandoci nel mito eterno di Diego Armando Maradona e di Lionel Messi.
25 Luglio: La Notte dei Campioni: il Premio Rocky Marciano.
Tutto questo percorso ha trovato il suo naturale compimento nella celebrazione del Premio.
La serata ha visto una parata di storie eccezionali:
- Angela Rapino (Premio “Messaggeri d’Abruzzo nel mondo”).
- Ruggero Visini (Miglior Tecnico ed Educatore dell’anno), chiudendo perfettamente il cerchio della solidarietà iniziato la prima sera.
- I giovani talenti Rebecca D’Alessandro (marcia) e Martina Di Felice (pugilato).
- La firma d’autore del giornalista Riccardo Crivelli.
- La leggenda della pallanuoto Eraldo Pizzo (Premio alla Carriera) e la promozione della Pescara Nuoto e Pallanuoto.
- La promozione dell’Ascoli Calcio con Francesco Tomei (Sportivo abruzzese dell’anno).
- La forza del pugilato al femminile con la campionessa italiana Diletta Cipollone e la campionessa mondiale Pamela Malvina Noutcho Sawa.
Ho avuto l’onore immenso di consegnare personalmente il premio come “Giovane Promessa dell’Anno” a Samuele Miccoli.
Dall’Abruzzo alla scena nazionale, Samuele si distingue per un talento purissimo guidato da umiltà e dedizione. Consegnargli questo riconoscimento è stato un regalo emotivo unico: premiare il futuro significa fare da “Testimoni Presenti” a ragazzi che portano con orgoglio le proprie radici sempre più lontano.
Il mio bilancio: Spegnere le luci per continuare la storia
Si torna a casa contando le ore di sonno in meno, i sorrisi condivisi, i passi e gli sguardi, le cene e i pranzi, gli arrivi, le partenze, i “grazie”, le storie e le storie nelle storie. Appartenere a questa famiglia genera orgoglio e responsabilità, genera relazioni e consapevolezze e la certezza che esiste davvero un unico modo di crescere: insieme.
Quest’anno ho imparato che bisogna sempre leggere tra le pieghe delle vittorie e quelle delle sconfitte, che per appartenere è necessario riconoscere i ruoli di ciascuno e legittimarsi il proprio. Sul ring, nella marcia, sul parquet da basket o nella vita, nessuno si salva da solo. I campioni non sono supereroi solitari: sono persone che hanno trovato un “angolo” capace di sostenerli e riconoscerli.
Ringrazio tutti, tutti: dal direttore al presidente, dagli ospiti ai volontari, dall’amministrazione ai bambini presenti, dagli spettatori ai critici. Ciascuno, con il suo sguardo verso ciò che cresce sotto il nome di un campione imbattuto, è parte di un tutto.
Le luci si spengono, ma la storia continua. E noi, ancora una volta, siamo felici e orgogliosi di farne parte.
Ci vediamo alla prossima edizione. Insieme.
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Francesca Di Sipio
Ciao, mi chiamo Francesca di Sipio e sono l'ideatrice di questo portale web. Sono una psicologa clinica, psicoterapeuta, analista-transazionale ad approccio integrato, psicologa dello sport. Il mio studio è sul territorio di Chieti-Pescara. Mi trovi sui social, sulla mail ma soprattutto al 3477504713
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