{"id":1356,"date":"2018-10-08T07:56:27","date_gmt":"2018-10-08T05:56:27","guid":{"rendered":"https:\/\/psicoterapia-chieti-pescara.it\/?p=1356"},"modified":"2020-08-30T12:35:00","modified_gmt":"2020-08-30T10:35:00","slug":"children-see-children-do","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/psicoterapia-chieti-pescara.it\/?p=1356","title":{"rendered":"Children see, children do"},"content":{"rendered":"<p><strong>Prima<\/strong> di presentarvi <strong>l\u2019Analisi Transazionale<\/strong> mi va di sottolineare alcune cose di cui certamente siete gi\u00e0 esperti.<\/p>\n<p>Il sottotitolo del mio intervento \u201c<strong>Genitore e Bambino sulla via di un mutuo modellamento relazionale<\/strong>\u201d richiede una <strong>premessa<\/strong>.<\/p>\n<p>Il <strong>cervello<\/strong> umano fin dalle primissime fasi di vita \u00e8 geneticamente predisposto ad un particolare tipo di apprendimento: l\u2019<strong>imitazione<\/strong>.<\/p>\n<p>Esistono dei <strong>neuroni<\/strong> molto famosi, i neuroni <strong>specchio<\/strong>, situati in Area F5 premotoria, attivi fin dalle prime ore di vita che consentono l\u2019imitazione.<\/p>\n<p>Cio\u00e8 noi siamo geneticamente programmati per imitare.<\/p>\n<p>Cos\u00ec nasce il <strong>linguaggio<\/strong>, quando il figlio si fa piano piano capace di imitare i suoni che pi\u00f9 frequentemente sente, attraverso lo sviluppo fono-articolatorio, ci si <strong>sintonizza<\/strong>, li inizia ad <strong>associare<\/strong> a visi o oggetti e nascono le protoparole che diventano protoconversazioni con condivisione di interesse. Non sono pi\u00f9 interessato solo al volto di mamma o al seno\u2026 ma con l\u2019apparire del <strong>terzo oggetto<\/strong> della conversazione, la diade si apre al mondo.<\/p>\n<p>Inizia il viaggio attraverso una <strong>relazionalit\u00e0<\/strong> che caratterizza la vita umana fino alla fine.<\/p>\n<p>Una relazionali\u00e0 in cui davvero <strong>il come \u00e8 pi\u00f9 importante del cosa<\/strong>.<\/p>\n<p>Sono sempre gli <strong>studi sul linguaggio<\/strong> che ci suggeriscono come fino ai primi anni di vita la comprensione del <strong>numero di parole<\/strong> \u00e8 davvero <strong>ridotta<\/strong> per i bambini.<\/p>\n<p>Eppure il bambino ci capisce. Come? Attraverso la <strong>prosodia<\/strong>.<\/p>\n<p>Cio\u00e8 la <strong>musicalit\u00e0<\/strong> della nostra voce contiene un numero cos\u00ec fitto e importante di <strong>informazioni<\/strong> ed il bambino le comprende tutte.<\/p>\n<p>Un \u201c<strong>Adesso basta<\/strong>\u201d pu\u00f2 essere pronunciato in cos\u00ec tanti modi\u2026 e il bambino, facciamo conto di 10 mesi non sa cosa significhi \u201cadesso\u201d (non possiede le categorie di tempo), n\u00e9 tanto meno cosa vuol dire \u201cbasta\u201d, ma sapr\u00e0 leggere le nostre intonazioni.<\/p>\n<p>Immagina pertanto questa situazione in cui un bambino di 10 mesi pianga da 3 minuti e non si consoli.<\/p>\n<p>Immagina sua madre che dice: \u201cAdesso basta\u201d\u2026<\/p>\n<p>Come lo dice nella tua fantasia? Urla? Piange? Supplica? E\u2019 piena di frustrazione? Di Tenerezza?<\/p>\n<p>Mi ripeto:<\/p>\n<blockquote><p><strong>il come \u00e8 pi\u00f9 importante del cosa<\/strong>.<\/p><\/blockquote>\n<p>Non importa, e questo lo vedremo pi\u00f9 tardi, se sei qui e sei genitore o docente. La tua storia con quel <strong>bambino <\/strong>\u00a0che hai incontrato o incontrerai \u00e8 inserita all\u2019interno di una <strong>relazionalit\u00e0<\/strong> che spesso potr\u00e0 essere indicativa dell\u2019esito di quella situazione.<\/p>\n<p>Mi spiego: quello che \u00e8 noto alla psicologia \u00e8 che <strong>relazioni<\/strong> significative e, come direbbe\u00a0 Winnicott, \u201c<strong>sufficientemente buone<\/strong>\u201d <strong>predicono<\/strong> \u201csuccessi\u201d o per lo meno vite vissute, esperienze fatte in armonia con se stessi e con la realt\u00e0, verso una buona realizzazione di s\u00e8.<\/p>\n<p>Studi sul linguaggio -di cui sono appassionata- suggeriscono qualcosa di ancora pi\u00f9 straordinario: che il <strong>debacle<\/strong>, l\u2019<strong>empasse<\/strong>, la resistenza, l\u2019errore generano forme di apprendimento pi\u00f9 efficaci e <strong>relazioni pi\u00f9 sicure<\/strong>.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 in quell\u2019Io-Tu non c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 che tutto fili diritto e sia perfetto, perch\u00e9 possiamo stare insieme. Il nostro non comprenderci, ci porta innanzitutto ad imparare a gestire la frustrazione che ne deriva e poi ad attivarci per cercare strategie per uscirne.<\/p>\n<p>Cos\u00ec inizio a sperimentare che <strong>vado bene anche quando sbaglio<\/strong> e che quell\u2019errore pu\u00f2 essere riparato e che, paradossalmente, sapere che l\u2019errore si ripara mi rassicura di pi\u00f9 dell\u2019avere l\u2019aspettativa che io non sbaglier\u00f2 mai e che gli atri non sbaglieranno.<\/p>\n<p>Ma <strong>come<\/strong> avviene tutto questo? Ecco, ci addentriamo nel mondo dell\u2019Analisi Transazionale.<\/p>\n<p>Il suo fondatore \u00e8 <strong>Eric Berne<\/strong> e dal mio punto di vista il suo grande merito \u00e8 quello di aver <strong>operazionalizzato la seconda topica di Freud<\/strong>, che suddivideva l\u2019intrapsichico umano in Super-Io, Io ed Es (la prima topica \u00e8 quella del Conscio, Preconscio e Inconscio).<\/p>\n<p>Cos\u00ec quello che per Freud era il Giudice, il Super-Io, per Berne diventa il <strong>Genitore<\/strong>, immaginatevelo proprio come un precipitato di <strong>pensieri<\/strong>, <strong>comportamenti<\/strong> ed <strong>emozioni<\/strong> riferibili a quanto avete esperito nella vostra vita dai vostri genitori e che approfondiremo meglio tra pochi minuti.<\/p>\n<p>Quello che Freud chiamava Io, Berne lo intende come <strong>Adulto<\/strong>, con la A maiuscola, ovvero il nostro \u201c<strong>processore interiore<\/strong>\u201d che seleziona informazioni e sulla base di esse prende decisioni.<\/p>\n<p>L\u2019Es \u00e8 il <strong>Bambino<\/strong>, ovvero quel nostro modo di pensare, comportarci e sentire, in ascolto dei nostri <strong>bisogni<\/strong> e delle nostre esigenze. Come direbbe Pascoli<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<strong>Egli \u00e8 l\u2019Adamo che mette nome a tutto ci\u00f2 che vede e sente<\/strong>\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Bambino \u00e8 creativit\u00e0 e stupore.<\/p>\n<p>Vi racconto una storia per rendere pi\u00f9 concrete queste parole dette.<\/p>\n<p>\u201c<em>Sei alla fine di una giornata davvero tanto faticosa. Hai fame ma anche sete. Dopo svariate ore di lavoro riesci a sederti al tavolo dell\u2019unico ristorante aperto nella zona in cui ti trovi.<\/em><\/p>\n<p><em>Il cameriere ti fa accomodare e tu prendi posto. C\u2019\u00e8 da aspettare un po\u2019. Mentre le persone attorno a te stanno gi\u00e0 cenando, la sete con cui ti eri seduto a tavola si fa sempre pi\u00f9 forte.<\/em><\/p>\n<p><em>Sono gi\u00e0 venti minuti di attesa. Il cameriere non si vede. La sete cresce.<\/em><\/p>\n<p><em>Inizi a pensare di essere incappato tuo malgrado in un ristorante disorganizzato, pensi che la sala potrebbe essere gestita meglio, che il cameriere avrebbe dovuto essere pi\u00f9 esplicito nel comunicarti i tempi di attesa e che almeno un po\u2019 d\u2019acqua potrebbero metterla sul tuo tavolo.<\/em><\/p>\n<p><em>Quanti e quali altri pensieri ti si affollano nella testa? E cosa provi?<\/em><\/p>\n<p><em>I camerieri passano veloci e pare non rispondano alla tua mano alzata. La sete \u00e8 forte.<\/em><\/p>\n<p><em>Sbuffi, ti arrabbi e ad un certo punto noti che i signori al tavolo accanto al tuo stanno per finire il proprio pasto: hanno una bottiglia di acqua fresca praticamente intonsa.<\/em><\/p>\n<p><em>Sete e frustrazione crescono.<\/em><\/p>\n<p><em>Ti decidi. Ti avvicini a loro e: \u201cScusate, sono molto assetata, i camerieri non si fermano da me. Posso versarmi un bicchiere d\u2019acqua dalla vostra bottiglia?\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>I signori accettano volentieri.<\/em><\/p>\n<p><em>La tua sete si placa e di l\u00ec a poco sul tuo tavolo arrivano le tue pietanze e consumi la tua cena prima di andare finalmente e dormire<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>Ecco che possiamo vedere la <strong>dinamica<\/strong> degli <strong>Stati dell\u2019Io<\/strong>.<\/p>\n<p>Il Genitore che giudica, il Bambino che sente, l\u2019Adulto che sceglie.<\/p>\n<p>Per Berne lo Stato dell\u2019Io \u00e8 \u201c<strong>uno schema uniforme di sensazione di esperienza direttamente collegato a un corrispondente schema uniforme di comportamento<\/strong>.\u201d<\/p>\n<p>Andando avanti in questo percorso \u00e8 utile guardare come all\u2019Interno dello stato dell\u2019Io <strong>Genitore<\/strong> possiamo trovarne di due tipi\u2026 Quello <strong>Normativo <\/strong>che pu\u00f2 essere <strong>Positivo<\/strong> (\u201c<em>Prima di attraversare guarda a destra e sinistra<\/em>\u201d) o <strong>Negativo<\/strong> (\u201c<em>Non uscire ch\u00e8 fuori ci sono persone malfidate<\/em>\u201d) e quello <strong>Affettivo<\/strong>, anch\u2019esso pu\u00f2 essere <strong>Positivo<\/strong> (\u201c<em>Io per te ci sono<\/em>\u201d o \u201c<em>Vai bene come sei<\/em>\u201d) <strong>Negativo<\/strong> (\u201c<em>Vai bene se fai quello che ti dico io<\/em>\u201d).<\/p>\n<p>L\u2019<strong>Adulto<\/strong> \u00e8 neutro, non ha suddivisioni interne, perch\u00e9 un processore del reale, ovvero prende decisioni sul qui ed ora, utilizzando le <strong>informazioni<\/strong> che vengono dal mondo e confrontandole con le proprie <strong>risorse<\/strong>.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il <strong>Bambino<\/strong> abbiamo quello <strong>Naturale<\/strong> o <strong>Positivo<\/strong> che \u00e8 in <em><u>armonia con i propri bisogni e si d\u00e0 il permesso di esprimerli<\/u><\/em>. Infine abbiamo il <strong>Bambino Adattato<\/strong> che, per quanto in contatto con s\u00e9, o <em>non accetta le regole<\/em> e si ribella, o <em>non esprime<\/em> se stesso e i propri bisogni, per quanto noti e sta zitto.<\/p>\n<p>Quando ero bambino mi adattavo alle esigenze dei genitori o degli adulti? O mi ribellavo ad essi?<\/p>\n<p>Avevo la possibilit\u00e0 di esprimere i miei bisogni? Essi venivano soddisfatti?<\/p>\n<p>Ci sono dei <strong>messaggi precisi<\/strong>, sempre gli stessi che i nostri genitori ci facevano passare, in modo implicito e che abbiamo assimilato.<\/p>\n<p>Furono due psicoterapeuti, i coniugi Goulding, dall\u2019approccio misto tra quello gestaltico e quello analitico-transazionale, che organizzarono in modo compiuto la concettualizzazione di\u00a0 questi messaggi chiamati <strong>controingiunzioni<\/strong>.<\/p>\n<p>Le controingiunzioni sono un particolare tipo di <strong>comando rivolto dal Genitore al Bambino<\/strong> e, nei propri approfondimenti clinici, scoprirono che questi sono di cinque tipi:<\/p>\n<p><strong>Sii perfetto!, sii forte!, sforzati! compiaci!, sbrigati!<\/strong>.<\/p>\n<p>A questo tipo di messaggio corrisponde una serie di credenze che poi il Bambino si fa. Tali credenze le chiamiamo <strong>Ingiunzioni<\/strong> e per Berne ne esistono di 12 tipi, tutti caratterizzati da un ciclopico non: <strong>non esistere, non essere te stesso, non essere un bambino, non crescere, non riuscire, non fare niente, non essere importante, non appartenere, non entrare in intimit\u00e0, non stare bene, non pensare, non sentire<\/strong>.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 secondo la <strong>filosofia di tipo umanistico <\/strong>che ispira l\u2019intera Analisi Transazionale sappiamo che accanto al principio di <strong>okness<\/strong>, ovvero che ognuno \u00e8 ok, va bene cos\u00ec, \u00e8 com\u2019\u00e8 ma non come una arrendevole convinzione che cos\u00ec va il mondo, ma come la completa e autentica <strong>accoglienza<\/strong> del fatto che tu sei come sei e io sono come sono e sulla base di questa accoglienza possiamo scrivere insieme il tratto di strada che faremo; abbiamo anche il principio secondo il quale <strong>ognuno ha la capacit\u00e0 di pensare e scegliere <\/strong>e<strong> queste scelte possono essere cambiate<\/strong>.<\/p>\n<p>Il Bambino decide cosa fare di queste informazioni e dei messaggi ricevuti da madre e padre e inizia prendere scelte che, sfoceranno in decisioni di <strong>copione<\/strong>.<\/p>\n<p>Intorno a 8 anni il bambino ha gi\u00e0 quasi completamente definito <strong>cosa pensa di s\u00e9 e del mondo<\/strong> e in linea di massima, fatto salvo situazioni eccezionali, tender\u00e0 a rileggere le relazioni future a partire da queste convinzioni.<\/p>\n<p>Il bambino avr\u00e0 gi\u00e0 sperimentato pertanto come pu\u00f2 essere \u201c<strong>miracolosa o pericolosa<\/strong>\u201d una <strong>posizione simbiotica<\/strong> col genitore o con un insegnante e sulla base di queste esperienze costruir\u00e0 la propria esistenza.<\/p>\n<p>La relazione simbiotica, infatti, \u00e8 quella in cui <strong>l\u2019Io e il Tu formano un unicum<\/strong>, in cui le tre istanze di Genitore, Adulto e Bambino sono possibili sulla base di quale Stato dell\u2019Io noi mettiamo a disposizione dell\u2019altro.<\/p>\n<p>Tipicamente in una sana relazione col proprio figlio le posizioni utilizzate dovrebbero essere quelle in cui il <strong>care-giver<\/strong> mette a disposizione il proprio <strong>Genitore<\/strong> e il proprio <strong>Adulto<\/strong> e in cui il <strong>figlio<\/strong> mette a disposizione il proprio stato dell\u2019<strong>Io Bambino<\/strong>.<\/p>\n<p>Ecco che cos\u00ec si forma di nuovo <strong>la terna degli Stati dell\u2019Io<\/strong>, attraverso quel magnifico processo che Stern chiama di <strong>sintonizzazione<\/strong> o attunement.<\/p>\n<p>Esso non \u00e8 il mero entrare in confidenza col bisogno dell\u2019altro e riconoscerlo, <strong>non \u00e8 l\u2019empatia<\/strong>, \u00e8 di pi\u00f9.<\/p>\n<p>E\u2019 prendere roba che \u00e8 forte, che non sembra avere un senso come la fame atroce di un neonato o la sete atavica del primo esempio e restituirgli cornice e senso.<\/p>\n<p>E\u2019 <strong>aggiungere significato<\/strong> a quanto accade, \u00e8 consegnare la chiave con cui leggere il pentagramma dell\u2019esistenza. Altrimenti resterebbero solo una serie di crome e semicrome appese qua e l\u00e0 e un suono che sa di rumore.<\/p>\n<p>La relazione offre la chiave, il senso, decifra codici, ne offre di nuovi, apre prospettive, dona senso.<\/p>\n<p>Un senso che, come gi\u00e0 accennato in precedenza, acquisisce valore a partire dalle <strong>interruzioni nella sintonia<\/strong>, dai cambi di giri, dalle incomprensioni, dalla crisi, dalla frustrazione di non capirsi e di cercare nuovi canali su cui comunicare.<\/p>\n<p>Ricordo con tenerezza quando dopo un bel percorso fatto con un paziente lui un giorno mi disse: \u201c<em>E\u2019 bello indovinarsi<\/em>\u201d\u2026 cio\u00e8 per lui aveva davvero un gusto nuovo aver appreso <strong>strumenti per comprendere se stesso e gli altri<\/strong>.<\/p>\n<p>Quale strategia?<\/p>\n<p>Quella di offrire <strong>permessi<\/strong>, quella di <strong>non essere impliciti<\/strong>, quella di dare con le <strong>regole<\/strong> anche le <strong>informazion<\/strong>i, quella di <strong>non svalutare<\/strong>, quella di <strong>accogliere<\/strong> l\u2019okness altrui, mi ripeto, quella di essere <strong>espliciti<\/strong>, quella di chiedere una informazione in pi\u00f9 o una <strong>carezza<\/strong>.<\/p>\n<p>Allora se penso ai <strong>Bisogni<\/strong> <strong>Educativi<\/strong> <strong>Speciali<\/strong> non posso che pensare a quello specifico bambino, al tuo alunno pi\u00f9 complesso, ma a quel <strong>Bambino<\/strong> che sta dentro di noi che ha dei bisogni da decifrare.<\/p>\n<p>Penso alla parola <strong>Educativo<\/strong>, troppo vicina a quella di Educatore e penso al <strong>Genitore<\/strong> a quello pi\u00f9 tosto della scuola o al mio o a me stesso genitore, che non pu\u00f2 e non deve abdicare al proprio compito di <strong>offrire codici<\/strong> e un mondo pi\u00f9 <strong>tutelante<\/strong> e comprensibile.<\/p>\n<p>Infine penso alla parola \u201c<strong>Speciali<\/strong>\u201d\u2026 ci collego il nostro <strong>Adulto<\/strong>, quello che, come si suol dire, se ha dei limoni ci fa una limonata e la rende speciale\u2026 a quella nostra <strong>capacit\u00e0 creativa<\/strong> di <strong>lavorare<\/strong> con quello che abbiamo e di <strong>cogliere nel reale la nostra grande e immensa opportunit\u00e0 di vivere felici<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Genitore e Bambino sulla via di un mutuo modellamento 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Sono una psicologa clinica, psicoterapeuta, analista-transazionale ad approccio integrato, psicologa dello sport. Il mio studio \u00e8 sul territorio di Chieti-Pescara. 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